Il fondo monetario internazionale ha valutato i sistemi anti-riciclaggio tedesco e italiano e ha pubblicato i rispettivi rapporti a giugno e febbraio di quest’anno


Il fondo monetario internazionale ha valutato i sistemi anti-riciclaggio tedesco e italiano e ha pubblicato i rispettivi rapporti a giugno e febbraio di quest’anno. La valutazione del sistema italiano è in generale positiva, anche se le stime sul rischio di riciclaggio nel paese sono molto alte. Le misure adottate per prevenire il riciclaggio corrispondono agli standard internazionali, le autorità sono in grado di svolgere adeguate e complesse indagini finanziarie e gli attori del settore privato coinvolti nella prevenzione del riciclaggio hanno un’adeguata percezione del rischio nei loro settori. Tuttavia i risultati ottenuti non sono proporzionali al volume di denaro sporco nel paese. Nonostante l’uso di compagnie fittizie allo scopo di riciclaggio ed evasione fiscale sia noto alla guardia di finanza, c’è bisogno di maggiore trasparenza per individuare chi sta dietro ai prestanome. In particolare le banche  sono considerate vulnerabili a causa dei diversi prodotti finanziari che offrono e a causa del grande volume di affari che gestiscono. Il FMI non si è espresso però sulla possibilità di inasprire le sanzioni per le banche né sulla necessità di introdurre la responsabilità penale per le persone giuridiche.

La valutazione della Germania è piuttosto critica. Nonostante le riforme adottate recentemente in seguito alla valutazione del GAFI del 2010, come l’introduzione dell’autoriciclaggio, e l’espansione del campo di azione della normativa anti-riciclaggio, la formulazione del delitto non è soddisfacente. Tuttavia, il FMI non fa riferimento a possibili riforme in questa direzione. Il rapporto cita le recenti sanzioni imposte a banche tedesche da autorità straniere che fa emergere la necessità di migliorare il controllo interno. Sembra che il fondo non tenga in considerazione studi fatti sull’area grigia che hanno messo in luce il fatto che maggio trasparenza è richiesta anche in altri settori al di fuori di quello finanziario, come per esempio nel settore dell’import-export, dei servizi, come hotel e ristoranti, e dell’immobiliare.