Alcuni affari sospetti costano molto alla Deutsche Bank


Gli ultimi anni non sono stati rose e fiori per la Deutsche Bank – una delle istituzioni di credito più potenti conosciute a livello mondiale. La prossima settimana la banca annuncerà una perdita record, la più elevata nella propria storia: 6,7 miliardi di euro. L’istituto di credito deve ora creare ingenti accantonamenti, avendo eseguito in passato numerose operazioni di dubbia liceità, per le quali si deve ora rendere responsabile. I problemi della Deutsche Bank portano alla luce due fatti: innanzitutto che strutture criminali altamente sviluppate possono esistere unicamente potendo contare sul supporto di avvocati, commercialisti e persino istituti finanziari. D’altra parte, che evidentemente partecipare in affari finanziari svolti nella zona grigia tra legalità e illegalità non vale la pena per gli istituti di credito.

Di quali affari si tratta? Nel maggio 2015, ad esempio, “Manager Magazin” scrisse che la banca era sospettata di assistere clienti russi nell’eseguire transazioni che avevano l’obiettivo di riciclare denaro. Il totale delle operazioni in questione ammontava a sei milioni di dollari. E come se non bastasse, alcune di quelle transazioni potrebbero essere state eseguite per conto di eminenti politici russi, ai quali la comunità internazionale aveva imposto sanzioni individuali in seguito all’annessione della Crimea da parte della Russia nel 2014 (le quali sono poi state estese fino al primo semestre 2016). Ma questa faccenda rappresenta solo la punta dell’iceberg dei problemi della Deutsche Bank.

La Deutsche Bank è una famosa banca di investimenti, la seconda in ordine di grandezza sul mercato delle banche d’investimento a livello mondiale (nella classifica si trova poco dopo la Banca Cinese per l’Industria e il Commercio) e decima in termini di disponibilità. Fondata nel 1870, la banca aveva come obiettivo la specializzazione nel commercio internazionale. A partire dal 1995, la Deutsche Bank ha spostato il suo focus sull’investment banking. Nel 2005, il 75% dei suoi utili provenivano da questo settore. Nonostante abbia guadagnato molti riconoscimenti, è interessate esaminare le ultime operazioni eseguite dalla banca, che potrebbero aver contribuito a danneggiare la sua reputazione.

Nell’aprile 2015, la Deutsche Bank fu ritenuta ufficialmente responsabile della manipolazione della London Inter-Bank Offered Rate (LIBOR). Come conseguenza ricevette una sanzione di 2,5 miliardi di dollari da pagare alle autorità regolatrici di Stati Uniti e Regno Unito. In cambio, la banca non avrebbe perso la licenza bancaria in questi Paesi, e non sarebbe stata perseguita legalmente. Questo caso non finì mai sulle maggiori testate, nonostante si tratti del più serio esempio di collusione all’interno del settore bancario mondiale nella storia. Ora uno sguardo veloce su cosa sia veramente il LIBOR. Ogni mattina le banche rendono noto il tasso a cui sono disposte a prestare denaro alle altre banche. Ovvero, questo numero indica il rispettivo livello di fiducia riposto tra le banche. È nell’interesse delle banche che questo tasso d’interesse non sia troppo alto – un basso tasso LIBOR è visto come un indicatore della solidità della banca. Per esempio, la Lehman Brothers fece bancarotta perché nessuno avrebbe voluto concederle un prestito (a causa del suo rating). Ciò non significa che il LIBOR non abbia impatto anche nelle normali attività commerciali delle banche – migliaia di miliardi  di contratti finanziari si basano su di esso (addebiti di prestiti e ammortamenti o strumenti derivati, per nominarne alcuni). Insomma, il LIBOR è stato creato in modo tale da rendere i prestiti e le derivate più redditizie per l’industria bancaria. Questo significa che queste banche erano responsabili dello strumento base e allo stesso tempo del tasso variabile della transazione sottostante. Moralmente discutibili, quelle operazioni avrebbero potuto distorcere, ed effettivamente distorsero, l’equilibrio del mercato. La prima ad essere punita per aver manipolato il LIBOR fu la Banca Barclays, ma fu la Deutsche Bank a ricevere la “sanzione” più severa.

Per comprendere appieno la magnitudine del problema, è essenziale capire quali sono le attività compiute da una banca d’investimento. Essenzialmente, il loro ruolo principale è di investire denaro con la speranza di un futuro rendimento dell’investimento. Per fare ciò utilizzano principalmente contratti swap – strumenti derivati che sono basati e dipendono dallo strumento sottostante. Per farla breve: prendi qualcosa di valore, scommetti sul suo futuro valore e fissaci un contratto. Il processo somiglia alle scommesse nei casinò a parte nell’industria bancaria che è eseguito legalmente. Se scommetti che in due anni l’oro costerà 1000$ all’oncia ma ti sbagli nella previsione – ad esempio l’oro costerà 700$, perderai 300$. Ma se un’oncia costerà 1300$, ne vincerai 300. Nota che non comprerai mai effettivamente il prodotto oggetto della tua scommessa. Nel settore bancario, questa scommessa di solito è fatta su indicatori di un’altra banca – come il valore dell’indice azionario o la rendita di titoli di Stato. Questo ci porta a un altro problema della Deutsche Bank – perché la banca aveva creato prodotti derivati, tra gli altri, sulla rendita di titoli di Stato greci. Il fatto che la Grecia non fu capace di ripagare la prima tranche dei suoi debiti al Fondo Monetario Internazionale ebbe un enorme impatto sulla liquidità finanziaria della Deutsche Bank. Per di più, la Deutsche Bank comprò anche titoli di Stato greci, ma questa è solo una minima parte di ciò che la banca allocò sul mercato degli strumenti derivati relativi alla Grecia.

Oltre ai problemi della DB appena descritti, l’ultima rivelazione riguardo alla banca riguarda l’accusa di riciclaggio di denaro. Il riciclaggio di denaro è un processo con il quale patrimoni illegali vengono fatti apparire legittimi mediante un processo a tre fasi: introduzione del denaro in questione nel sistema finanziario, stratificazione mediante una serie di transazioni per coprirne la fonte iniziale, integrazione dei “fondi puliti” nell’economia legale. Ciò che risulta sconcertante è che secondo Andreas Frank, esperto di riciclaggio, a livello mondiale meno dell’1% del denaro di provenienza illecita viene confiscato.

Non c’è ancora alcuna sentenza definitiva sulla questione descritta, ma le indagini rivelano che la maggiore banca tedesca potrebbe non solo essere responsabile di aver violato la legge per quattro anni (2011-2015) riciclando denaro per i propri clienti, ma anche di aver violato le sanzioni internazionali contro esponenti russi. Vale la pena ricordare che la DB è già stata condannata al pagamento di più di 200 milioni di dollari di pena al Dipartimento di Stato di New York e alla Federal Reserve per aver violato le sanzioni USA contro Paesi come Iran e Siria, e per aver riciclato denaro per i clienti di questi Paesi usando la propria sussidiaria americana.

Per quanto noto sull’affare del riciclaggio di denaro russo, la DB eseguì delle “mirror transactions”. Si tratta di transizioni di denaro eseguite simultaneamente su due mercati diversi, il che permette di trasferire il denaro in altri Paesi senza avere l’obbligo di informare le autorità di controllo. Non trattandosi di trasferimenti internazionali di valuta, non vengono applicate le procedure per gli scambi transfrontalieri. Questo significa che le quote di una compagnia vengono scambiate su due mercati diversi nello stesso momento. Gli attori coinvolti devono trovare un intermediario che esegua le operazioni – in questo caso l’intermediario è stato la DB. Il cliente russo deve aver dunque comprato determinate azioni in rubli, mentre contemporaneamente la Deutsche Bank acquistava azioni della stessa compagnia in dollari a Londra. Successivamente le azioni sono state scambiate. L’agente ha venduto le azioni russe come proprie a Mosca e ha liquidato quelle che comprò a Londra. Il cliente russo riceve quindi denaro pulito in un altro Stato e in un’altra valuta.

In tutto ciò, l’unico elemento a favore della DB è che fu la banca stessa ad avvisare l’Autorità Federale di Vigilanza Finanziaria tedesca (Bundesanstalt für Finanzdienstleistungsaufsicht – BaFin) di avere il sospetto che la propria affiliata russa abbia commesso un delitto finanziario.

Nella risultante indagine sono coinvolti diversi attori internazionali: le Autorità di Vigilanza Finanziaria tedesca, russa e britannica e, sorprendentemente, il Ministero di Giustizia americano, siccome il dollaro americano venne usato come valuta per le transazioni. Allo stesso tempo l’Autorità russa accusa la banca di aver trasferito capitale russo all’estero. Con così tanti partecipanti alle indagini cresce il pericolo che le tempistiche dei procedimenti si prolungheranno notevolmente, con il conseguente rischio che le prove del delitto commesso non saranno più disponibili.

Inoltre la DB è tuttora sospettata di aver partecipato ad altri affari che sarebbero costati altri milioni di euro al contribuente tedesco, ovvero le frodi all’IVA. Gli Uffici delle Imposte avrebbero rimborsato imposte sulle entrate che in realtà non furono mai pagate. I responsabili avrebbero infatti dichiarato agli Uffici degli scambi che in realtà non sarebbero mai avvenuti. In un caso del 2012 ci furono perquisizioni nella Procura della Repubblica di Francoforte che sfociarono in un’accusa per concorso in frode fiscale, e aleggiava pure il sospetto di riciclaggio. L’Ufficio Europeo per la Lotta Antifrode OLAF volle indagare, ma venne sollecitato a richiederne l’autorizzazione dello Stato interessato. Questa autorizzazione venne negata. L’Europol stima il danno totale causato in Europa dalle frodi all’IVA in diversi miliardi di euro.

I prossimi mesi saranno sicuramente faticosi per la banca tedesca. Ai suoi tempi d’oro le sue quote costavano fino a 100 dollari l’una. Ora il loro prezzo supera molto raramente i 25 dollari. Non è solamente la cattiva pubblicità ad essere la causa dei suoi problemi, ma anche i cambi nel rating del credito. Standard&Poor’s, una delle principali agenzie indipendenti di rating, in giugno declassò la solvibilità della banca a BBB+, meno del rating che ricevette la Lehman Brothers quando fece bancarotta. Nei media europei il dibattito riguardo a quanto successo è particolarmente scarso. Ciò di cui il settore bancario necessita è l’introduzione di una regolamentazione per la gestione del “denaro futuro”, ovvero le derivate swap. Solitamente si tratta di transazioni non quotate, che avvengono senza trasparenza né supervisione esterna. Deve essere finalmente riconosciuto che – non potendo alcuna banca esistere nel vuoto – un fallimento della DB o di qualunque altro grosso istituto di credito avrà ripercussioni enormi sull’intero mercato mondiale, siccome le banche dipendono una dall’altra,