mafianeindanke beim Fachgespräch ‘Geldwäsche made in Germany’ im Bundestag


Unser Geldwäsche-Experte Michael Findeisen wird am 6.9. zu Gast bei dieser Veranstaltung sein. Das Gespräch ist öffentlich, vorherige Anmeldung aber nötig. Hier der Veranstaltungstext:

Deutschland ist als Geldwäsche-Paradies bekannt. Geschätzte 100 Milliarden Euro werden hier jährlich gewaschen. Insbesondere der Immobiliensektor zieht kriminelle Vermögen an.

Die Geldwäscheaufsicht im Finanzsektor durch die BaFin ist problembehaftet. Bei der Aufsicht über den Nicht-Finanzsektor, etwa Notare, Immobilienmakler oder Wirtschaftsprüfer besteht ein Vollzugsdefizit. Auch die Financial Intelligence Unit wird ihrem Auftrag nicht gerecht. Das Transparenzregister enthält Schlupflöcher bei den Meldepflichten, die die Datenqualität einschränken. Und die Strafverfolgung benötigt hinreichend Personal, etwa zur Umsetzung der erweiterten Vermögensabschöpfung, sowie ein Unternehmensstrafrecht gegen kriminelle Konzerne.

Bis Januar 2020 ist die fünfte Anti-Geldwäsche-Richtlinie umzusetzen. Deutschland sollte dies nutzen, um mit einem Masterplan Geldwäsche die Finanzkriminalität wirksam zu bekämpfen. Das Fachgespräch bietet Raum zur Diskussion der richtigen Schritte für eine effektive Bekämpfung von Geldwäsche.

Programm

10.00 – 10.10 Uhr Begrüßung

Fabio De Masi, MdB, Stellvertretender Vorsitzender der Fraktion DIE LINKE. im Bundestag

10.10 – 10.30 Uhr Input
Geldwäscheparadies Deutschland?
Christoph Trautvetter, Netzwerk Steuergerechtigkeit

10.30 – 10.45 Uhr Input
The Resilient City: real estate and money laundering in Amsterdam
Bas ter Luun, Senior Advisor, Department of Public Order and Safety, City of Amsterdam

10.45 – 12.15 Uhr Diskussion
Wo die Party steigt:
Schwarzgeld im Immobiliensektor

Michael Findeisen, mafianeindanke e.V., ehem. Referatsleiter Geldwäsche im Bundesministerium der Finanzen
Dirk Behrendt, Justizsenator des Landes BerlinSebastian Schlüsselburg, MdA, Rechtspolitischer Sprecher der Fraktion DIE LINKE
Sebastian Scheel, Staatssekretär für Wohnen in der Berliner Senatsverwaltung

Moderation: Gesine Lötzsch, MdB, Stellvertretende Vorsitzende der Fraktion DIE LINKE. im Bundestag

12.15 – 13.00 Uhr Pause

13.00 – 14.00 Uhr Diskussion

Geldwäsche-Chaos:
Brauchen wir ein Geldwäsche-FBI?

Sebastian Fiedler, Vorsitzender des Bundes Deut- scher Kriminalbeamter
Frank Buckenhofer, Vorsitzender der Gewerkschaft der Polizei Zoll

Moderation: Friedrich Straetmanns, MdB, Justiziar der Fraktion DIE LINKE. im Bundestag

14.00 – 14.40 Uhr Lösungsvorschläge und Diskussion
Masterplan gegen Geldwäsche – Finanzkriminalität bekämpfen

Fabio De Masi

14.40 – 14.45 Uhr Schlussworte

Sebastian Schlüsselburg Gesine Lötzsch

 

Eine Anmeldung ist namentlich mit Angabe des Geburtsdatums aufgrund der Sicherheitsbestimmungen des Deutschen Bundestages bis zum 3. September 2019 über unsere Homepage https://www.linksfraktion.de/termine oder per E-Mail an veranstaltung@linksfraktion.de mit dem Betreff »Geldwäsche« erforderlich.

Für den Einlass ist ein gültiges Personaldokument mit Lichtbild notwendig.

Wo?

Deutscher Bundestag, Paul-Löbe-Haus, Raum E 200
Konrad-Adenauer-Straße 1
10557 Berlin

Approvato il Transparenzregister dal Bundestag: un compromesso che soddisfa pochi


Il 18 maggio 2017 il Bundestag ha approvato la legge sul  “Registro di Trasparenza” (Transparenzregister) – il registro elettronico delle persone giuridiche volto a raccogliere i dati sui beneficiari effettivi (“beneficial owners”) di tali enti. Essi sono coloro che, indipendentemente dalla forma in cui sia stata intestata la proprietà dell’ente giuridico, ne godono dei benefici di proprietà.

La legge introduce nel sistema legislativo tedesco una parte della Quarta Direttiva Antiriciclaggio approvata dal Parlamento e dal Consiglio Europeo nel giugno del 2015 (Directive EU 2015/849), atta a predisporre misure preventive nella lotta contro il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo (dello stesso “pacchetto” di provvedimenti fa parte il trasferimento della FIU – Financial Intelligence Unit dalla polizia criminale federale alla dogana). Il processo legislativo ha sicuramente subito un’accelerazione grazie allo scandalo dei Panama Papers, che hanno portato all’attenzione del grande pubblico – e quindi messo sotto pressione i policy makers – la questione delle società offshore, dei prestanome, delle strutture aziendali opache e a “scatole cinesi”, delle shell companies volte a nascondere l’identità della persona che detiene effettivamente il diritto sui proventi dell’ente in questione.

Il Registro, come approvato dal Bundestag, dovrà contenere i dati dei beneficial owners di tutte le entità giuridiche tedesche (imprese, fondazioni…), e sarà accessibile solo a chi – persona, autorità o altro ente – riuscirà a dimostrare un “interesse giustificato”.

Nonostante il dichiarato intento del governo federale di voler creare più trasparenza il risultato legislativo non sembra essere all’altezza di quanto promesso né di quanto richiesto dalla direttiva europea. Inutili sono state anche le sollecitazioni mosse da esperti e società civile, ultima delle quali l’intervento di Tax Justice Network, Netzwerk Steuergerechtigkeit e Transparency International all’audizione pubblica della legge presso la Commissione Finanziaria il 24 aprile 2017, a cui ha partecipato anche Mafia? Nein, danke!. L’approvazione della bozza di legge ha quindi sollevato reazioni critiche da parte delle organizzazioni promotrici della trasparenza, di alcuni schieramenti politici e da parte degli stessi Stati federali.

I punti particolarmente critici – al cui riguardo die Linke e die Gruene avevano proposto emendamenti poi non accolti – sono tre.

  1. L’accesso al registro, non libero ma arbitrariamente limitabile in quanto soggetto all’interpretazione della definizione di “interesse legittimo”. Inoltre, l’obbligo di dimostrare un interesse legittimo da parte di ONG e giornalisti potrebbe esporli al rischio di essere spiati nelle proprie attività.
  2. La definizione di beneficial owner (BO), che nella forma adottata permetterebbe di riuscire comunque a nascondere la vera identità del beneficiario effettivo e faciliterebbe l’utilizzo di strutture aziendali straniere per occultarlo.
  3. La portata stessa del Registro, che risulterebbe drasticamente limitata da alcune predisposizioni. Ad esempio, le entità giuridiche tedesche hanno l’obbligo di dichiarare il proprio BO solo quando i propri stakeholders sono controllati direttamente dal BO stesso. Nel caso di un controllo indiretto (tramite più livelli di persone giuridiche), l’obbligo di identificazione del BO decade, ed è il BO stesso ad essere sottoposto all’obbligo di auto-dichiarazione: una chiara scappatoia, che potrebbe persino violare l’ 30 della Quarta Direttiva Antiriciclaggio, che asserisce l’obbligo incondizionato di indentificare il BO.

Oltre alle voci dalla società civile, aspre critiche sono giunte dal portavoce della frazione Die Linke presso il Bundestag per le questioni di politica finanziaria Axel Troost, che in un comunicato stampa definisce il provvedimento un passo indietro rispetto agli standard europei nella lotta al riciclaggio, e in materia di legislazione antiriciclaggio colloca la Germania dietro persino la Gran Bretagna. Non solo, Trost ritiene che l’attuale configurazione del Registro possa andare a minare la stessa efficacia dell’intera legislazione antiriciclaggio tedesca.

Pare che le possibilità di un miglioramento della legge siano scarse: il compito spetterebbe al Bundesrat, ma data la situazione politica e le imminenti elezioni sembra un’ipotesi lontana.

La stessa legge modifica anche i provvedimenti riguardo l’obbligo di monitoraggio e denuncia di transazioni sospette. Il gruppo dei soggetti economici obbligati a controllare i movimenti finanziari a rischio di finanziamento del terrorismo e riciclaggio viene ampliato a coloro i quali gestiscono trasferimenti in contanti superiori a 10.000€ (la soglia precedente era di 15.000€). Il provvedimento interessa in particolare i gestori di giochi di fortuna.

L’importanza del riciclaggio di denaro per il finanziamento del terrorismo – incontro pubblico al parlamento tedesco


Il 13 febbraio ha avuto luogo un incontro pubblico sul tema “Prevenzione del finanziamento del terrorismo internazionale”, organizzato dal Sottocomitato per la prevenzione delle crisi civili, risoluzione dei conflitti e azione in rete (Unterausschuss Zivile Krisenprävention, Konfliktbearbeitung und vernetztes Handeln) del parlamento tedesco. Tra gli esperti intervenuti Verena Zoppei, membro della Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP), istituto tedesco per gli affari internazionali e di sicurezza – Think Tank con ruolo anche consultivo per il parlamento tedesco e il governo federale su questioni inerenti alla politica estera e di sicurezza.

In tale occasione, la ricercatrice ha parlato dell’importanza del riciclaggio di denaro in materia di finanziamento del terrorismo, sottolineandone una relazione sempre più stretta a partire dal 2015.  Per quanto riguarda la Germania, il paese oggi rappresenta un centro importante per il riciclaggio di denaro: circa 100 miliardi di euro, provenienti da attività illecite, fluiscono ogni anno in investimenti legittimi. Ciò è dovuto ad un alto flusso di cassa e da un quadro giuridico ed amministrativo che appare non essere ancora pronto ad un contrasto totalmente efficace a tali attività. Le disposizioni penali Antiriciclaggio ed il coinvolgimento degli operatori economici nella sua prevenzione non sono infatti sufficienti e risultano quindi inefficaci.

A questo si aggiunge che i canali di finanziamento del terrorismo, al contrario del riciclaggio di denaro cosiddetto “sporco”, potrebbero provenire in linea di principio anche da attività legali, rendendo ancora più difficoltosa la verifica di segnalazioni di operazioni sospette.

Alla luce della quarta Direttiva Antiriciclaggio, la creazione di un registro centrale europeo sui titolari effettivi di società e trust potrebbe rappresentare un passo avanti. L’aumento di trasparenza transfrontaliera aiuterebbe, infatti, a prevenire l’uso improprio delle associazioni e dei dispositivi giuridici al fine di riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo. Ma come sottolinea Verena Zoppei, la criminalità transfrontaliera richiede ulteriori soluzioni globali e la Germania dovrebbe sfruttare l’attuale presidenza del G20 per progettare soluzioni che vadano in questo senso.

Il tema è quindi di grande attualità; i recenti avvenimenti in diversi paesi europei hanno dimostrato come sia urgente l’individuazione e l’implementazione di strumenti efficaci per il contrasto del finanziamento del terrorismo, imprescindibile dalle opportune modifiche alle regole Antiriciclaggio in Germania.

Maggiori informazioni di seguito in lingua tedesca: