Sicilia: terra di antimafia


NO MAFIA MEMORIAL

Dall’assassinio di Peppino Impastato da parte della mafia il 9 maggio 1978 – noto ad un pubblico cinematografico per il film “I 100 passi” – non solo la madre, ma anche gli amici di Impastato Umberto Santino e Anna Puglisi, sono instancabilmente impegnati nella ricerca della verità sul suo assassinio e ad informare sulla criminalità organizzata. Il Centro di Documentazione Giuseppe Impastato di Cinisi, fondato nel 1977, raccoglie da allora materiale sulla storia della mafia e sul movimento antimafia.

Ora il Centro ha aperto un museo nel cuore di Palermo, nel Palazzo Storico di Gulì, donato dal comune. Il nuovo “No Mafia Memorial” ospita tre mostre permanenti e una temporanea e non dà solo un accesso multimediale al tema, ma vuole anche essere un luogo di incontro. E lo è! A mia grande sorpresa, sia Umberto Santino – autore di molti libri sull’argomento – che anche Anna Puglisi (autrice del libro “Donne, Mafia e Antimafia”) erano presenti nel museo e abbiamo subito iniziato una vivace conversazione sui processi riguardanti la Trattativa Stato-mafia, sulle false testimonianze e sulla mafia in Germania.

La visita al No Mafia Memorial è gratuita e proprio qui, come da mafianeindanke, si può vedere quanto impegno, anima e cuore ci vuole per fare un buon lavoro con pochi soldi, basandosi solo su donazioni e sul volontariato! Continuate così, Umberto Santino, Anna Puglisi e Ario Mendiola (Art Director del Museo)!

Lo sapevate? Anche noi di mafianeindanke stiamo progettando un centro virtuale di documentazione, o meglio, un osservatorio indipendente sulla criminalità organizzata in Germania e stiamo cercando finanziamenti per questo.

MONUMENTO ALLE VITTIME DELLA STRAGE DI CAPACI

Ci trovavamo con degli amici al mare, proprio di fronte all’Isola delle Femmine, a meno di 300 metri dal luogo dove il 23 maggio 1992 la mafia compì un grave assassinio, noto come la Strage di Capaci, in cui il giudice Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo e tre membri della sua scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo e Antonio Montinaro, furono assassinati ed altre 23 persone rimasero ferite. Oggi, proprio accanto all’autostrada che collega Palermo all’aeroporto e a Trapani, c’è un giardino dedicato alla memoria delle vittime della mafia. Lì, accanto ad un’alta stele, c’è un bosco di ulivi, vecchi e giovani, ed ogni albero è dedicato ad una vittima della mafia.

Lì incontriamo un uomo che rimuove della spazzatura. Un volontario, un visitatore romano, che anche lui è in vacanza in Sicilia. Portiamo con noi il figlio dei nostri amici, un 11enne italo-tedesco di Berlino. Conosce la storia della strage, ne conosce i dettagli. La strage di Capaci ha per gli italiani un peso simile a quello dell’attacco alle Torri Gemelle negli Stati Uniti. Tutti sanno dov’erano quel giorno. E da allora, molto è cambiato, niente è come prima. Quasi tutte le iniziative antimafia di oggi in Italia hanno la loro origine o la loro motivazione che risale proprio alla triste estate del 1992. È sempre importante ricordare, anche in Germania, quante vittime innocenti della mafia ci sono in Italia e non solo, ma anche in Slovacchia, a Malta, in Germania. Perché troppo spesso si pensa che le vittime della mafia siano solamente i mafiosi stessi che si uccidono a vicenda durante le sanguinose guerre di mafia. È sbagliato. Dietro ad ogni euro mafioso riciclato in Germania ci sono vittime innocenti che pagano un prezzo alto, a volte con la propria vita.

ADDIOPIZZO

Il Comitato Addiopizzo, partner di mafianeindanke, è nato 15 anni fa ed i soci fondatori facevano parte del cresencet movimento antimafia nato dopo le Stragi di Capaci e di Via d’Amelio, in cui fu ucciso il giudice Paolo Borsellino. Quando questi giovani scrissero il business plan per un’attività gastronomica che avrebbero voluto aprire, gli fu ricordato di inserire una spesa mensile per il pizzo – un’ingiustizia che non potevano sopportare! I fondatori di Addiopizzo decisero quindi di sorprendere tutta Palermo con adesivi appiccicati in tutta la città di notte che graficamente ricordavano gli annunci dei funerali, che dicevano: “Un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità”.

I Palermitani per cui il valore della dignità è molto importante, si sentirono offesi e oltraggiati mentre la stampa cercava freneticamente di capire chi fossero gli autori dell’adesivo. Una volta usciti allo scoperto i fondatori di Addiopizzo raccolsero dapprima migliaia di firme da cittadini che si dichiaravano disponibili ad acquistare in negozi che esplicitamente non pagavano il pizzo e a mangiare in pizzerie e ristoranti pizzo-free per sostenerli e evitare che per paura si svuotassero e rimanessero isolati. Solo dopo aver raccolto le firme di diverse migliaia di potenziali clienti si sono poi recati presso i ristoratori e commercianti con questo elenco per raccogliere le loro adesioni alla rete di chi si oppone al pagamento del pizzo.

Ancora oggi, dopo 15 anni e 10.000 membri dopo, Addiopizzo organizza annualmente una fiera dove fornitori e clienti possono incontrarsi e presentarsi direttamente, assicurando così la giusta clientela a chi si espone contro la mafia. Nel frattempo, il Comitato ha fondato anche un’agenzia di viaggi, Addiopizzotravel, che offre viaggi attraverso la bella Sicilia Occidentale dove si dorme e si magia in strutture che non pagano il pizzo. Inoltre offrono dei tour antimafia a Palermo, Cinisi e Corleone della durata di mezza giornata, prenotabili sia direttamente, che attraverso vari portali, dove si imparano elementi della storia della mafia, ma soprattutto la storia del vasto movimento antimafia in Sicilia. A noi di mafianeindanke ci viene spesso chiesto, che cosa può fare un tedesco contro la mafia? Può per esempio viaggiare in Sicilia con Addiopizzotravel e sostenere tutti coloro che hanno detto no alla mafia e al pizzo. A proposito, ci sono ancora posti disponibili per il viaggio in Sicilia ad Ottobre con Addiopizzo.