Donne nell’ombra?


Tra i numerosi arresti ad inizio febbraio grazie alle indagini della Dia di Napoli, guidata da Giuseppe Linares, ci sono anche le due figlie e la nuora di Francesco Bidognetti, capo storico del clan dei Casalesi con Francesco Schiavone, arrestato nel 1993 e ora in carcere a l’Aquila in regime di 41 bis. Le tre donne, tutte incensurate, sono ora accusate di associazione per delinquere di stampo mafioso, ricettazione ed estorsione.

Un nucleo strategico e decisionale tutto al femminile della fazione Bidognetti del clan dei Casalesi; indispensabile per le indagini la testimonianza della moglie del boss e madre delle due ragazze, che dal 2007 collabora con la giustizia.

Il fatto che un gruppo di donne abbia un ruolo tanto prominente è sorprendente, essendo le organizzazioni mafiose italiane state considerate da molto tempo come puramente maschili. A lungo le donne non sono state nel mirino degli investigatori, anche quando hanno cominciato ad avere funzioni di rappresentanza sempre più importanti.

Il Clan dei Casalesi ha guadagnato risonanza anche tramite il libro di Roberto Saviano “Gomorra”. Già vent’anni fa, un pentito ha indebolito notevolmente il Clan, dominante a Napoli, attraverso le sue dichiarazioni. Carmine Schiavone ha così favorito la cattura di decine di membri e sostenitori del gruppo camorristico nel mondo della politica, della giustizia e negli apparati di sicurezza.

L’ex Boss ha anche denunciato lo smaltimento in Campania di rifiuti radioattivi provenienti dalla Germania.

Senza le donne la mafia non esisterebbe. Intervista all’autrice Mathilde Schwabeneder


Mathilde Schwabeneder ha lottato in prima persona, ha tenuto colloqui con i detenuti, per scoprire quale sia oggi il ruolo delle donne nella mafia. I risultati della ricerca sono stati raccolti nel libro “Die Stunde der Patinnen”. La presentazione dell’opera a Berlino è stata organizzata e realizzata da Mafia? Nein, danke! e.V. in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

Ombretta Ingrascì a Berlino: le donne di mafia e la storia del boss Emilio di Giovine


 Mercoledì 10 dicembre Mafia? Nein, Danke! e.V. ha ospitato la professoressa Ombretta Ingrascì, dall’Università Statale di Milano, studiosa del fenomeno mafioso ed in particolare del ruolo delle donne all’interno di esso.

Due sono stati gli eventi di cui è stata protagonista: la lezione “Donne e mafia: dalla partecipazione al pentitismo”, in collaborazione con l’Istituto di Romanistica dell’Università Humboldt all’interno dell’iniziativa “Dies Italicus”, e la presentazione del suo libro “Confessioni di un padre. Il pentito Emilio di Giovine racconta la ‘ndrangheta alla figlia”, presso la libreria Mondolibro.