Tre importanti arresti in Germania


Sono tre gli uomini fermati in territorio tedesco nell’ultimo mese e mezzo, sospettati di far parte di associazioni mafiose. Tutti sono stati in seguito estradati in Italia e consegnati alle autorità competenti. I tre arresti dimostrano che cooperando efficacemente con le autorità italiane, ci possono essere delle azioni di contrasto alla mafia presente in Germania, anche grazie alle leggi italiane più rigide. Allo stesso tempo, gli arresti chiariscono ulteriormente che l’attenzione alle organizzazioni criminali non deve diminuire. E ancora una volta è evidente come la mafia sia presente non solo nelle grandi città, ma anche nelle zone limitrofe.

Il primo in ordine temporale è avvenuto il 30 aprile 2018 a Traunstein, un capoluogo dell’Alta Baviera, in un’azione coordinata tra la polizia italiana e quella tedesca. Il 21enne catturato è Arcangelo C., esponente del Clan Mazzarella e destinatario di un mandato di arresto europeo per associazione a delinquere di stampo mafioso: al giovane era stato inviato lo stato di fermo da parte della procura di Napoli il 15 febbraio nel periodo in cui nella parte orientale di Napoli si stavano verificando episodi di natura camorrista per il controllo delle piazze di spaccio di stupefacenti e di estorsioni. Arcangelo C. lavorava in Germania come cuoco e barista probabilmente già da prima dello stato di fermo di febbraio; il giovane, nonostante fosse latitante, continuava ad aggiornare la sua pagina Facebook con foto e post, che hanno aiutato la polizia italiana a localizzare l’area per la sua successiva cattura.

Il secondo importante arresto è avvenuto il 7 maggio a Biebesheim, in Assia. In un’azione coordinata tra la polizia italiana di Catania e Adrano e le autorità tedesche di Darmstadt è stato arrestato un importante esponente di Cosa Nostra del Clan Scalisi, detto “Cola tri piedi”, Nicola A.. Latitante da luglio, il 37enne era sfuggito ad un’importante blitz antimafia condotta dalla  Squadra Mobile di Catania e dal Commissariato di Adrano che aveva visto l’arresto di 39 persone sospettate di far parte del clan Scalisi. L’uomo era destinatario di mandato di arresto europeo per associazione di stampo mafioso, associazione per delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione e spaccio di droga, estorsione, rapina, ricettazione, crimini legati alle armi, danneggiamento seguito da incendio.  L’operazione che ha portato al suo arresto va a inserirsi nel progetto chiamato “Eurosearch”, avviato dall’Europol e dal Servizio Centrale Operativo atto a localizzare e catturare i latitanti mafiosi in ambito europeo; l’arresto di Nicola A. è il primo risultato di questo progetto europeo.

Il terzo arresto è avvenuto il 12 maggio, a Colonia, in Renania Settentrionale – Vestfalia. Antonino C., detto Ninu u Paturnisi, 27 anni, latitante dallo scorso gennaio, è l’ultimo importante arrestato in Germania e il secondo risultante del progetto “Eurosearch”. L’uomo faceva parte del Clan Santangelo di Adrano. Antonino C. era sfuggito lo scorso 30 gennaio ad una misura cautelare avviata dalla Squadra mobile di Catania e dal commissariato di Adrano che aveva coinvolto altre 32 persone. Anche per lui era stato rilasciato un mandato di arresto europeo per associazione di stampo mafioso con l’aggravante di associazione armata, estorsione, rapina, traffico di droga, furto, armi, danneggiamento seguito da incendio. L’azione è stata condotta dalla DDA di Catania, assieme alla polizia e alla squadra mobile di Catania, al commissariato di Adrano e con l’aiuto delle autorità tedesche e il supporto di Europol.