La corruzione ora è percepita in modo totalmente diverso


La corruzione è diventata un tema sempre più importante negli ultimi anni tanto da essere anche largamente trattato dalla ricerca. Un grande progetto che unisce più enti, coinvolgendo anche alcune università, dal titolo “Management del rischio di corruzione” pone domande importanti su questo tema complesso. Abbiamo parlato con il Dottor Stephan Thiel del gruppo di lavoro dell’università di Halle.

Mafia, economia e società


Questo il volantino della conferenza di martedì 02. Febbraio presso Freie Universität Berlin, promosso da “Mafia? Nein danke! e.V.” in collaborazione con l’Italienzentrum ed il Lettorato di Italiano. Il tema affrontato “mafia, economia e società”, ha attirato molti studenti ma anche professori/esse ed esterni, tanto da avere l’aula completamente piena.

Progetto „Visiterre“


Da quest’anno Mafia? Nein, Danke! e.V. é diventata parte attiva del progetto „Visiterre“. Progetto di turismo responsabile che dará la possibilitá di vivere un’esperienza di protagonismo reale alla lotta antimafia , e che per la prima volta prenderá forma anche in Germania.

Seminario “La mafia nel cinema e nella letteratura visiva” – Università Humboldt


Il Dipartimento di Romanistica della Humboldt Universität di Berlino ha ospitato per il secondo anno il corso tenuto dal Professor Nando Dalla Chiesa. Nel 2015 le lezioni, riguardanti l’espansione del fenomeno mafioso, erano pensate per offrire una conoscenza di base circa le modalità di conquista e diffusione del fenomeno. Quest’anno, invece, il fulcro del corso è stato il modo in cui la criminalità organizzata, l’antimafia ed i rapporti sociali che ne conseguono, sono rappresentati nel cinema e nella letteratura. 

La corruzione fa economia. Ma a che prezzo?


Che ci sia un’ampio uso di pratiche legate alla corruzione è noto da più di dieci anni. Attualmente le perdite stimate per l’economia solo in Germania ammontano a circa 250 miliardi di Euro. La Germania non è sola a subire l’impatto negativo della corruzione, infatti secondo l’agenzia europea per la lotta alla frode,l’OLAF, le perdite per l’intera economia Europea dovute alla corruzione soprattutto nel campo degli appalti pubblici ammontano a circa 120 miliardi di Euro. Non solo, la corruzione è un fenomeno mondiale che ha impatto sui paesi industrializzati ma anche su quelli in via di sviluppo. Le perdite che questi ultimi hanno non possono essere sottovalutate, poiché nonostante le dimensioni delle loro economie siano ridotte, esse ammontano a circa 750 miliardi di Euro.

Ritiro dalla circolazione della banconota da 500€. Può essere uno strumento di contrasto ai traffici illeciti?


L’idea di ritirare dalla circolazione le banconote da 500 euro, compare e scompare periodicamente dal dibattito pubblico. Nel 2010 il Regno Unito fu il primo a vietare la vendita della banconota dagli uffici di cambio, anche se il paese non fa parte dell’Eurozona. Ora l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF) richiama la Banca Centrale Europea a riconsiderare il ritiro della banconota in quanto rappresenta un ottimo strumento per la criminalità organizzata, per il contrabbando di soldi sporchi. Dall’altro lato però, ci sono paesi come la Germania o l’Olanda, dove la consuetudine di usare soldi contanti invece delle carte elettroniche, ancora prevale. Quali sono allora i principali motivi a favore del ritiro della banconota viola dalla circolazione?

Germania – Corruption Perceptions Index 2015


Transparency International, l’organizzazione internazionale che si occupa di lotta alla corruzione, ha da poco rilasciato le nuove stime del suo Corruption Perceptions Index. La Germania si posiziona nel 2015 al decimo posto tra gli Stati più virtuosi, guadagnando due punti e due posizioni rispetto all’anno precedente.

Nuovo libro “Tutti gli Uomini del Generale”


Nella libreria di Mondolibro trasbordante di persone mercoledì 10 febbraio Fabiola Paterniti ha presentato il suo nuovo libro, “Tutti gli Uomini del Generale”. Accompagnata dal Prof. Nando dalla Chiesa, che al libro tiene molto, ne ha raccontato lo scopo e l’unicità. Per la prima volta, la storia della lotta al terrorismo in Italia viene raccontata dai suoi protagonisti, da chi stava in prima fila e ha dedicato, per quegli anni, la propria vita alla sconfitta di questo fenomeno.

Sono gli uomini del generale Carlo Alberto dalla Chiesa, gli uomini del Nucleo Speciale Antiterrorismo. Uomini normali, che quando avevano vent’anni sono riusciti a sconfiggere la rete del terrorismo rosso senza cellulari o microspie, ma saltando su treni e organizzando pedinamenti accompagnati dalle mogli, per non destare sospetti. Una volta, raccontano, i colleghi tedeschi fecero visita al “quartier generale” del Nucleo, e che sorpresa fu per loro trovare una stanza neanche tanto grande, piena solo di fascicoli. Dov’è il resto, non potete mica sconfiggere i terroristi con questi mezzi?! Eppure il Generale e i suoi uomini ce l’hanno fatta, con grande dedizione ed intelligenza. Avevano capito che per combattere questo fenomeno non era sufficiente tagliare il loro braccio operativo, ma dovevano capire come pensavano e come agivano, per riuscirne a minare poi la forza che stava nell’iniziale sostegno dell’opinione pubblica e dell’intellighenzia del Nord.

Come mai queste persone non avevano ancora mai raccontato la propria versione dei fatti? La maggior parte di loro sono persone semplici e umili, che non cercano i riflettori e la fama (a differenza di impostori comparsi in televisione spacciandosi per “collaboratori del Generale”, fortunatamente sbugiardati). Inoltre il tema del terrorismo rimane ancora molto sensibile in Italia,

Alcuni affari sospetti costano molto alla Deutsche Bank


Gli ultimi anni non sono stati rose e fiori per la Deutsche Bank – una delle istituzioni di credito più potenti conosciute a livello mondiale. La prossima settimana la banca annuncerà una perdita record, la più elevata nella propria storia: 6,7 miliardi di euro. L’istituto di credito deve ora creare ingenti accantonamenti, avendo eseguito in passato numerose operazioni di dubbia liceità, per le quali si deve ora rendere responsabile. I problemi della Deutsche Bank portano alla luce due fatti: innanzitutto che strutture criminali altamente sviluppate possono esistere unicamente potendo contare sul supporto di avvocati, commercialisti e persino istituti finanziari. D’altra parte, che evidentemente partecipare in affari finanziari svolti nella zona grigia tra legalità e illegalità non vale la pena per gli istituti di credito.