Criminalità organizzata e rifugiati


Negli ultimi tempi ci si chiede spesso come la criminalità possa trarre profitto dalle migrazioni di profughi e rifugiati: sicuramente i soldi che vengono pagati per gli spostamenti nel mediterraneo, finiscono in qualche giro criminale, ma di fatto la questione è ancora poco chiara. 

Quanto é forte la presenza della mafia in Baviera?


La Baviera che si ritiene essere una regione modello: ordinata, con una economia forte, tradizionale ma moderna. Non rientra in questa immagine il fatto che in Baviera la mafia si sia stabilita in modo stabile da decenni. Una tavola rotonda con un pubblico numeroso ha cercato di risalire alle origini della presenza della mafia in Baviera.

Conferenza della GdP (sindacato tedesco della polizia) sulla criminalità organizzata


Una conferenza organizzata dal sindacato nazionale della polizia in collaborazione con Mafia? Nein Danke! E.V. si è occupata per due giorni di seguito, il 12. e il 13. Ottobre della lotta alla criminalitá organizzata. Circa 80 esperti di polizia e giustizia, tedeschi e italiani hanno riferito e dialogato non solo sulla lotta alla criminalitá organizzata in Germania bensi anche sulle strutture e collaborazione sovranazionale. Si é parlato inoltre della struttura della mafia italiana, del riciclaggio di denaro sporco, di corruzione e finanziamento di gruppi terroristici collegati alla criminalitá organizzata.

Ribellione anti-pizzo a Palermo


Bagheria è un piccolo comune a pochi chilometri ad est di Palermo, e come in molte altre località limitrofe vi fa base Cosa Nostra. Nella scorsa settimana i negozianti di Bagheria hanno fatto parlare di sé: si sono ribellati, per la prima volta nella storia, contro le richieste di pizzo da parte della Mafia.

Incendio doloso di mafia ad Hanau


E’ difficile riscontrare in Germania palesi elementi che riportano ad associazioni criminali, le indagini stesse non danno spesso prova di attività concrete: i clan sono molto abili a nascondere i grandi affari con attività minori, evitando così di avere l’attenzione delle autorità sempre puntata su di loro.

mafianeindanke presenta a Berlino la Carovana Antimafie ed il Parto delle nuvole pesanti.


                                            imgres

La Carovana Antimafie nasce nel 1994 da un’idea dell’Arci Sicilia: dieci giorni di viaggio da Capaci a Licata, attraversando il territorio con un percorso a tappe che, a un anno e mezzo dalle stragi di Capaci e via D’Amelio del 1992, si proponeva di portare solidarietà a coloro che in prima fila operavano per portare legalità democratica, giustizia e opportunità di crescita sociale nel proprio territorio, di sensibilizzare le persone per tenere alta l’attenzione sul fenomeno mafioso, di promuovere impegno sociale e progetti concreti.
Dal 1996 la Carovana, copromossa, insieme all’Arci, da Libera, Avviso Pubblico, CISL e UIL è divenuta internazionale e prosegue nel suo progetto di creare un grande laboratorio itinerante dove l’animazione sociale sul territorio ha lo scopo di rendere vivida la democrazia e contribuire a riformare la politica, puntando alla costruzione di luoghi di aggregazione, di spazi di socialità, di metodi per combattere il degrado e la marginalità sociale – terreni su cui le mafie e la criminalità prosperano – attraverso la costruzione di relazioni tra le persone e di reti comunitarie.

Presentazione del libro “Bambini a metà – i figli della ‘ndrangheta”. Incontro con l’autrice Angela Iantosca.


Seconda opera della giornalista Angela Iantosca è il primo saggio mai scritto che affronta il tema dei minori di ‘ndrangheta, attraverso le carte, gli incontri diretti, le parole dei pm, dei giudici, degli psicologi e di chi, ogni giorno, si fa carico della responsabilità di far conoscere loro un mondo diverso da quello nel quale sono costretti a crescere.

Le operazioni giudiziarie, gli arresti, le confische dei beni condotte in Calabria sono state operazioni di enorme importanza: hanno portato alla disarticolazione della rete e, spesso, alla decimazione delle gerarchie criminali. Ma in che misura questi arresti hanno inciso su un tipo di organizzazione che si fonda sulla famiglia?
Come fermare il ricambio generazionale su cui conta la ‘ndrangheta? Da questa considerazione prende le mosse il libro della giornalista Angela Iantosca, che si addentra in un terreno ancora non esplorato e racconta le storie dei bambini e delle bambine che nascono con un destino già stabilito, al quale difficilmente possono opporsi.
“Bambini a metà – i figli della ‘ndrangheta” esplora con sguardo attento e profondo le storie dei ragazzi che hanno avuto la possibilità di allontanarsi dal mondo nero della criminalità organizzata e non tornare più indietro.
L’autrice si è avvalsa del supporto del materiale fornito in esclusiva dal Tribunale per i Minori di Reggio Calabria, che da alcuni anni si batte per provare a salvare questi bambini.

Il 3 novembre alle ore 20 il libro verrà presentato presso
Mondolibro – Torstr. 159, Berlino

Verena Zoppei moderà l’incontro.