Erfurt: dove la ‘Ndrangheta rappresenta un problema per i giornalisti


Scrivere e fare ricerca sul tema mafia è un lavoro ingrato – specialmente in Italia, dove, secondo un rapporto della commissione parlamentare antimafia, tra il 2006 e il 2014 più di 2.000 giornalisti sono stati vittima di intimidazioni (https://correctiv.org/it/inchieste/mafia/blog/2015/08/06/oltre-duemila-i-giornalisti-minacciati-dalle-mafie-italia/). Gli attacchi e le minacce sono la normalità per i giornalisti antimafia.

Direttiva europea sul sequestro e confisca dei beni: aiuterebbe la battaglia contro la criminalità organizzata?


La lotta al crimine organizzato è un processo articolato che non comprende soltanto la caccia e la demolizione delle strutture criminali, ma anche la garanzia che i colpevoli vengano privati di qualunque profitto delle loro azioni criminali. La legge deve fare in modo che i criminali non possano disporre liberamente dei profitti acquisiti illegalmente. Una regola generale stabilisce comunque che ogni accusato debba essere ritenuto innocente fino a che la sua colpevolezza non sia stata provata. Nonostante già in vari paesi europei suddetta regola (onere della prova) possa in certi casi perdere validità (specialmente in diritto penale, in cui l’onere della prova viene rovesciato sul difensore), l’Unione Europea ha deciso di allineare ufficialmente le legislazioni dei propri stati membri su questo argomento. I lavori ad una direttiva iniziarono nel 2012, la cui versione finale è stata presentata nel 2014 –“Direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione europea”. Questo documento si inserisce perfettamente nell’ambito delle priorità dell’Unione Europea per il periodo 2014 – 2017 sulla lotta al crimine organizzato.

Panama Papers: un affare globale


A Panama Il tre aprile il consorzio giornalistico Icji ha reso riacceso i riflettori su quello che NGO ed esperti già da tempo avevano denunciato: l’esistenza di una classe sociale di potenti di tutto il mondo, dall’Inghilterra all’Azerbaijan, dal Ruanda alla Cina a Israele, che proteggono i loro patrimoni dalle tasse che, talvolta loro stessi, hanno imposto. L’onda che la pubblicazione dei Panama Papers ha creato è però enorme, il primo ministro Gunnlaugsson si è dovuto ritirare, in Francia e il coinvolgimento di Cameron potrebbe avere un impatto su Brexit.

Senza le donne la mafia non esisterebbe. Intervista all’autrice Mathilde Schwabeneder


Mathilde Schwabeneder ha lottato in prima persona, ha tenuto colloqui con i detenuti, per scoprire quale sia oggi il ruolo delle donne nella mafia. I risultati della ricerca sono stati raccolti nel libro “Die Stunde der Patinnen”. La presentazione dell’opera a Berlino è stata organizzata e realizzata da Mafia? Nein, danke! e.V. in occasione della Giornata Internazionale della Donna.

35 000 persone in piazza contro le mafie a Messina


Chi partecipa alla Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie deve possedere nervi forti. Ogni anno il 21 marzo, il giorno d’inizio della primavera, la rete italiana antimafia Libera organizza questo evento, al quale i parenti delle vittime della mafia si riuniscono e possono vivere il sostegno della comunità antimafia. Libera, organizzazione partner di Mafia? Nein, Danke! e.V., nacque originariamente come organizzazione coordinatrice e portavoce degli interessi di cooperative che in Italia lavorano nei beni confiscati alle mafie; è stata l’associazione a catalizzare la redazione della legge sulla confisca, grazie ad una enorme raccolta di firme. Oggi Libera International costituisce un’ampia rete di associazioni antimafia e non che si impegnano contro la criminalità organizzata. E così all’edizione di quest’anno erano presenti anche delegazioni di gruppi da Messico, Bolivia, Tunisia e Argentina.

Contro la criminalità organizzata: insieme si può!


Molti anni fa si sono stabiliti vari clan mafiosi nel Baden-Württemberg: a nord di Mannheim è un punto focale, poi a sud la regione del Lago di Costanza, ed al centro l’area metropolitana intorno a Stoccarda. Ancora una volta, le attività arrivate con il radicamento della criminalità sono il traffico di droga e reati come omicidi e tentati omicidi.
Per combattere efficacemente la criminalità organizzata, la Polizia di Stato ha istituito il numero verde 0711 – 5401-2446: si possono trasmettere informazioni in forma anonima alla polizia, anche in italiano. Il progetto si chiama “Insieme si può!”.

Dall’inizio del progetto sono state ricevute circa 40 segnalazioni: si tratta di riciclaggio di denaro sporco, appartenenza ad un’organizzazione criminale, spaccio di droga e reati ambientali. Sono pervenute anche prove di corruzione, frode e della presenza di capitali illeciti. Gli organizzatori del progetto si ritengono soddisfatti delle esperienze fatte fino ad ora: “La qualità delle prove fornite è nel complesso solida, ma riceviamo a volte anche indicazioni senza concreti contenuti”, informa la polizia di stato.
I procedimenti partiti grazie alle prime segnalazioni, sono già conclusi. Ora è importante diffondere la conoscenza del progetto, come facciamo noi di Mafia? Nein, danke!: facendo pubblicità ed informazione tramite la condivisione di questo link https://www.polizei-bw.de/Dienststellen/LKA/Dokumente/02_Flyer2-Mafia.pdf
, raggiungeremo più persone possibile, perché la lotta alla criminalità organizzata diventi un obiettivo di tutta la società.

É nata Noma!


É nata Noma! L’applicazione che vi guiderá tra le vie di Palermo e dintorni, alla scoperta di luoghi e storie Nomafia.

NOma nasce da un’iniziativa dell’associazione culturale “Sulle nostre gambe” e si pone l’obiettivo di divulgare “le storie” delle molte persone che hanno combattuto la mafia fino a sacrificare le proprie vite.

NOma è un’applicazione che guida cittadini, turisti, giovani e studenti attraverso le strade di Palermo e dintorni, nei luoghi degli attentati mafiosi che hanno sconvolto la storia italiana a partire dagli anni ’70.

Anime nere – Schwarze Seelen un romanzo di Giocachhino Criaco, traduzione in Tedesco di Karin Fleischanderl.


Si tratta del primo libro di Gioacchino Criaco, nato ad Africo, un piccolo paese nell’Aspromonte.

Dopo otto anni dalla pubblicazione del romanzo è finalmente disponibile una versione tedesca intitolata “Schwarze Seelen”.

Gioacchino scopre l’amore per la scrittura a più di quarant’anni. Dopo la scuola, lascia il paese natale per trasferirsi a Bologna. Lavora poi a Milano come Avvocato ma a 43 anni decide di tornare a casa, al piccolo villaggio da cui era fuggito. Scrive Anime nere in soli quattro gironi, quasi in uno stato di trance e con la chiara sensazione, come dichiarerà poi, di dover raccontare tutta la verità su Africo e sulla malavita.