La Norvegia è il paese meno corrotto al mondo.


In base alla stima per il 2015 dell’indice di percezione della corruzione pubblicata da Transparency International, la Danimarca risulta essere il paese meno corrotto al mondo. Il Corruption Perception Index ha rappresentato fino ad oggi l’analisi dei livelli di corruzione nazionali più affidabile e maggiormente qualificata. Quest’anno tuttavia, i risultati di un nuovo studio condotto nell’ambito del progetto europeo ANTICORRP hanno mostrato a sorpresa come non la Danimarca bensì la Norvegia sia il paese con il minor tasso di corruzione. Il cambiamento di leadership si spiega facilmente, in quanto il progetto europeo ANTICORRP rielabora le variabili prese in considerazione per la stima dell’indice di percezione della corruzione allo scopo di rendere la valutazione maggiormente oggettiva. Al contrario del metodo adottato da Transparency International, il nuovo studio non lascia che siano esperti di ogni stato a valutare l’indice di corruzione del proprio paese, affidandosi ad una definizione locale del senso di corruzione, bensì prende in esame dati di pubblico dominio riguardanti sei macro-tematiche: autonomia della magistratura, peso delle amministrazioni, apertura del mercato, trasparenza di bilancio, cittadinanza digitale e libertà di stampa.

Sul riciclaggio di denaro sporco nelle sale giochi berlinesi


Camminando per le strade di Berlino è impossibile non restare stupiti  di fronte all’incredibile numero di cartelli luminosi che segnalano l’ingresso di una “Spielotheke” (sala giochi). La Sonnenallee di Neukölln, dove le sale giochi si susseguono l’una dopo l’altra, è un caso esemplare. Ad un primo sguardo le sale giochi europee potrebbero apparire come l’innocua imitazione dei casino di Las Vegas. Nella realtà spesso le sale giochi celano un vero e proprio habitat della criminalità organizzata. Vi è il sospetto che le slot machines (la più amata attrattiva di ogni Spielotheke) vengano craccate allo scopo di infiltrare denaro sporco nel sistema legale. Uno studio recente ha rivelato come, fra il 2006 ed il 2012, il numero delle slot machines a Berlino sia quadruplicato, per un aumento del giro d’affari del settore del 40%.

Aperte le selezioni per due Volontari Europei da gennaio 2017


Sono aperte le selezioni per due posizioni di Servizio Volontario Europeo (SVE) con Mafia? Nein danke! e.V. nella nostra sede di Berlino.

Il programma, a cui l’associazione partecipa ormai da tre anni, prevede la partecipazione di due volontari per un periodo di 12 mesi, a partire da gennaio 2017.

Condizioni:

I candidati devono avere un’età compresa tra i 17 e i 30 anni e avere la cittadinanza di uno dei paesi partner nel progetto Erasmus +. Le condizioni economiche fissate dalla Commissione prevedono il rimborso del viaggio A/R con un budget forfettario basato sulla distanza, vitto e alloggio, assicurazione sanitaria, trasporti, corso di lingua online e un pocket money mensile fisso di 110 euro.

Iscrizioni aperte per la Summer School on Organized Crime a Milano


Anche quest’anno il Dipartimento di Scienze Sociali e Politiche dell’Università degli Studi di Milano organizza la Summer School on Organized Crime.


Il titolo “Antimafia perché. Antimafia come” anticipa una settimana all’insegna di un tema che, negli ultimi anni, è stato sempre più rilevante e criticato nel discorso pubblico italiano. “[…] Sensibilità civile e spirito di ricerca cercheranno di fondersi in questo appuntamento di fine estate, luogo ormai tradizionale di incontro di studiosi, amministratori, associazioni, magistrati, giornalisti, professionisti ed esponenti della cittadinanza attiva.”

11 Luglio – Conferenza a Berlino “Creating Public Spaces” su confisca e riutilizzo sociale dei beni tra Germania e Italia



Conferenza: Creare spazi pubblici, per una cultura democratica!

11 Luglio 2016, ore 16-20

Università Humboldt di Berlino, Unter den Linden 6, Aula 2002


Come si può rafforzare la capacità di una società civile e democratica di salvaguardare spazi pubblici paritari, senza sessismo, razzismo o altre forme di sfruttamento, intimidazione e violenza? È possibile respingere e trasformare i luoghi di paura appartenenti alla criminalità organizzata (mafie) o all’estrema destra?

Frodi IVA: un problema che l’Europa non riesce a controllare


Nel 1993 venne introdotto il trattato di Maastricht (o Trattato dell’Unione europea TEU). Uno dei principali obiettivi del trattato era la creazione di un singolo mercato all’interno del cui beni, persone e capitali potessero circolare, fra i paesi dell’unione, liberamente quanto all’interno di ogni singolo stato. È innegabile che l’apertura dei confini abbia portato innumerevoli benefici (la possibilità di studiare, lavorare ed andare in pensione in uno qualunque degli stati membri; libero flusso di capitale e prodotti all’interno della UE ecc.). Tuttavia, un mercato privo di restrizioni è allo stesso tempo facile preda dei gruppi criminali, i quali sanno sfruttare al meglio l’abolizione dei dazi doganali o di altre imposte. In questo contesto, uno dei crimini più diffusi è l’evasione dell’imposta sul valore aggiunto (IVA): una società criminale riesce, sfruttando le leggi comunitarie, a non pagare le tasse su prodotti che vengono spediti ad un altro stato dell’Unione. Secondo una stima dell’Europol, ogni anno gli stati dell’Unione perdono fra i 40 ed i 60 miliardi di euro per mancata tassazione sul valore aggiunto.

L’OLAF chiude il 2015 con numeri record nelle investigazioni


Nel 2015 l’ufficio europeo anti frode (OLAF – European Anti-Fraud Office) ha concluso 304 indagini, ha pubblicato 364 raccomandazioni agli Stati membri ed alle autorità europee e, infine, ha aperto 219 nuove indagini. L’incremento in efficienza è dovuto alla riorganizzazione dell’ufficio avvenuta nel 2012, rivelatasi di beneficio: in quattro anni l’ufficio ha potuto dimezzare il numero di indagini di lunga durata. Vale la pena notare che l’OLAF non ha gestito unicamente indagini riguardanti il territorio europeo (ad esempio: indagini anti frode in un progetto ecologico in Africa, o l’evasione dei dazi antidumping in Giappone e Malesia).

Il Numero Due è stato catturato


Ernesto Fazzalari è stato latitante dal 1996, ora l’ex boss della ‘ndragheta è stato catturato non lontano dal suo paese natio, Taurianova, in una casa sull’Aspromonte. Fazzalari è stato sopraffatto nel sonno dai Carabinieri. Era armato e accompagnato da una donna. Fazzalari è stato condannato nel 1996 per omicidio, traffico di droga, traffico di armi e ovviamente per associazione mafiosa. Anche la sua accompagnatrice è stata arrestata e di fronte al tribunale dovrà rispondere di favoreggiamento personale e di detenzione illecita di armi, dato che ella stessa portava con sé una pistola. Gli investigatori sperano di poter ricostruire, a partire dalle tracce lasciate nella sua abitazione, la rete di supporto dell’ex boss.

Ventitré anni dopo, progressi nel caso dell’omicidio di Giuseppe Sabia


Ventitré anni fa un pizzaiolo fu assassinato nell’Assia (Hessen). Fino ad ora il sospettato non era ancora stato arrestato. Lunedì 13 giugno 2016 a Saragozza (Spagna) un uomo di 43 anni è stato catturato, accusato del sopraindicato crimine. Le prove contro la sua innocenza sono schiaccianti: i risultati del test sul suo DNA corrispondono ai campioni trovati sulla scena del crimine.

La cattura del sospetto rappresenta una svolta importante. Il caso di omicidio, avvenuto nel 1993, era un cosiddetto “omicidio di stampo mafioso”. La vittima, un 41enne, venne pugnalato vicino ad una pizzeria nel distretto di Neckarstadt-West (Mannheim), poi trasportato fino alla foresta, lì torturato e finito con un colpo di pistola. Il pubblico ministero e la polizia non vogliono divulgare ulteriori informazioni per preservare la sicurezza delle indagini. Sono stati emessi un mandato di cattura europeo ed un mandato di cattura in Germania, sotto richiesta del PM di Mannheim.

Joaquin Guzmán Lorea: una carriera criminale


El Chapo – il padrino del mondo della droga Joaquin Guzmán Lorea alias El Chapo, anche conosciuto come tappetto, il padrino del mondo della droga o nemico pubblico numero uno. La lista dei suoi nomi non finisce mai…
Il suo vero nome, “Chapo” lo ha ricevuto dai genitori che sin da bambino lo chiamarono così. Non avrebbero mai creduto che loro figlio diventasse uno degli uomini più potenti e temuti del mondo. Nato a Badiraguto, Sinaloa, una zona di campagna del Messico. Sinaloa è una delle regioni più poveri di questo paese ed è da più di duecento anni il centro della produzione della droga per il Messico. La situazione è abbastanza instabile, tranne che per la sua funzione come terra di transito per la cocaina che viene dalla Colombia, per il Messico passano anche varie droghe sintetiche e Marijuana. Inoltre è,  dopo l’Afghanistan, il secondo paese più pericoloso al mondo per i giornalisti: ci sono quotidiane sparatorie, omicidi, rapimenti, torture. Dal 2006  ci sono state più di 17000 vittime della guerra della droga e circa 50 giornalisti sono stati assassinati. Spesso i poliziotti messicani sono coinvolti nell’atto stesso, di conseguenza le vittime possono contare solo su se stesse: queste circostanze dimostrano un terreno fertile per la criminalità organizzata.