Summit 2016 a Londra sull’anticorruzione


Lo scorso 12 Maggio 2016 Londra è divenuta la capitale delle attività di anti corruzione – più di 40 nazioni si sono incontrate all’Anti-corruption London Summit 2016.

A prendere parte all’evento è stata una vasta gamma di partecipanti: da responsabili di governo ad associazioni non governative e rappresentanti di aziende private. L’edizione di quest’anno del summit ha assunto particolare rilevanza date le recenti rivelazioni dei Panama Papers, le innumerevoli evasioni fiscali condotte da parte di grandi compagnie e l’acresciuto interesse generale verso la lotta al crimine organizzato ed alla corruzione. La Germania è stata rappresentata dal mimistro della giustizia Heiko Maas. La giornata di discussioni non ha portato a fondamentali passi avanti ne’ compromessi da parte delle autorità tedesche. Tuttavia, il meeting ha reso possibile il dialogo fra diversi paesi ed alcuni degli impegni presi in questo contesto potrebbero agire come incentivo affinchè anche altri stati prendano misure per la lotta alla corruzione.

Il sociologo Nando Dalla Chiesa torna in Germania, questa volta sarà presente a Düsseldorf, Francoforte ed Amburgo.


Nando Dalla Chiesa torna in Germania, questa volta sarà presente a Düsseldorf, Francoforte ed Amburgo.

Il professore visita almeno una volta l’anno Berlino, per tenere un corso alla Humboldt Universität, e per altre conferenze presso atenei ed istituti. Recentemente, grazie alla collaborazione con “Mafia? Nein, danke!”, ha confermato che sarà presente anche in altre città della Germania: tre giornate durante il mese di Giugno saranno dedicate a Düsseldorf, Francoforte ed Amburgo, per parlare di temi quali la rappresentazione della criminalità organizzata nel cinema, e di “Donne Ribelli” contro il sistema mafioso.

La mafia armena in Turingia


Il fatto che la Germania non risolva i problemi con la criminalità organizzata sotto controllo, è ormai chiaro. L’ultimo episodio allarmante ha avuto luogo in Turingia.
Lì i clan hanno spiato la Polizia: non solo il parcheggio della Polizia di Stato, ma anche gli ingressi delle autorità protette.

Il Professore Luca Storti presenta all’incontro di MND la sua ricerca sulla zona grigia della mafia


L’associazione “Mafia? Nein, danke!” ha incontrato il 9 Maggio a Berlino Luca Storti, professore di Sociologia dei processi economici e del lavoro presso il Dipartimento di Culture, Politica e Società dell’Università di Torino.

Il dibattito è stato ricco di elementi di analisi scientifica che il Professore ha fornito, finalizzati allo studio dell’espansione della criminalità organizzata in territori diversi da quelli nativi: guidate dalla ricerca del potere e del profitto, le organizzazioni si muovono dove sanno di trovare meno “concorrenza criminale”, in una società addormentata e scarsamente reattiva ai cambiamenti.

PCB progetto europeo sulla percezione della corruzione nelle piccole e medie imprese


Mafia? Nein danke! e.V. sarà impegnata, fino alla fine del 2017, nel progetto “The Private Corruption Barometer (PCB) – Drafting and piloting a model for a comparative business victimization survey on private corruption in the EU”, finanziato dalla Commissione Europea. La ricerca si svilupperà sotto la guida del gruppo eCrime dell’Università di Trento, in collaborazione con il Centro per gli Studi sulla Democrazia di Sofia, in Bulgaria, e l’Università Rey Juan Carlos di Madrid, in Spagna. Il progetto prevede lo sviluppo di un indicatore che misuri il livello di corruzione percepito nelle piccole imprese.

BitCrime progetto tra Austria e Germania che studia i rischi della valuta digitale nei domini del crimine organizzato.


Nel Maggio 2016 la Banca Centrale Europea, dopo mesi di discussioni, ha annunciato che nel 2018 terminerà la circolazione della banconota da 500 euro (quelle già in circolazione rimarranno valide). Questo significa che l’Unione Europea vuole sradicare uno degli strumenti più forti che l’economia illegale abbia mai avuto. Al momento, non sono solo i soldi in contanti l’unico metodo tangibile per alimentare flussi illeciti. Con l’introduzione della valuta virtuale (il Bitcoin il più conosciuto) il crimine organizzato è ora dotato di un altro metodo per trasferire illegalmente i beni economici acquisiti. Questo fatto, finalmente riconosciuto in Germania ed Austria, è diventato il tema di una ricerca focalizzata sull’uso della valuta digitale nei domini del crimine organizzato. Il progetto si chiama „BITCRIME” e sarà finanziato dal Ministero Tedesco dell’Educazione e della Ricerca, dal Ministero austriaco dei Trasporti, Innovazione e Tecnologia, con un totale di 2,4 milioni di Euro.

La valuta virtuale è usata nelle transazioni tra singoli, quindi non c’è nessun tipo di intermediario. Al contrario delle normali banche che monitorano i flussi, quelle virtuali hanno un tipo di amministrazione decentralizzata, e non c’è nessuna autorità che si occupa di vigilare su queste. Per questo motivo, l’uso delle monete virtuali ha una propensione per il mercato nero. Il progetto BITCRIME ha come scopo la prevenzione e la persecuzione dei crimini finanziari dove vengono usate le monete virtuali. Si focalizza anche sullo sviluppo di nuovi approcci a queste dinamiche, attraverso una migliore regolamentazione. La ricerca è divisa in due grandi blocchi: le istituzioni tedesche coinvolte studiano le transazioni monetarie dove vengono usate monete virtuali, per identificare delle caratteristiche comuni che aiuterebbero nella classificazione dei movimenti illegali. In questo modo, la ricerca contribuisce alla scoperta di elementi indicanti l’illegalità delle transazioni, che a lungo termine renderanno le indagini più efficienti. L’altra parte del progetto riguarda le autorità austriache: l’obiettivo è l’identificazione degli attori criminali che prendono parte alle transazioni. Lavorano per scoprire ed analizzare gli schemi ripetuti nelle dinamiche economiche illegali.

L’introduzione del Bitcoin (la prima moneta virtuale) al mercato nel 2009 prova che nel 21^ secolo non si ha più bisogno di istituzioni centralizzate per eseguire operazioni monetarie. Sfortunatamente, le monete virtuali sono (esattamente come le banconote contanti) soggette a contrabbando, riciclaggio ed altre attività illecite. Sla scoperta di questa nuova moneta è molto recente, per questo le autorità e le legislazioni non hanno ancora raggiunto il controllo di questa dinamica. Ora, con la società in crescita e più casi di uso illegale del Bitcoin, i governi degli stati europei e l’Unione Europea stessa, vogliono rivedere la legge e riportare questo tipo di transazioni dalla parte della legalità. E’ molto probabile che il report delle organizzazioni non governative “European Digital Currency & Blockchain Technology” sarà preso in considerazione per creare la nuova direttiva europea contro il riciclaggio. La direttiva potrebbe non avere ancora la soluzione rispetto all’uso illegale della moneta virtuale, ma è proprio per questo che progetti come BITCRIME sono essenziali per un reale riconoscimento del problema, e per l’adozione di soluzioni efficienti contro questo fenomeno.

INTERPOL e l’UNODOC firmano un accordo per il contrasto al crimine organizzato


Il 23 Maggio a Vienna è stato firmato un accordo sul contrasto al crimine organizzato internazionale ed al terrorismo, tra l’ INTERPOL e l’UNODOC. Nel Novembre 2016 sarà presentato all’Assemblea Generale dell’INTERPOL per l’approvazione. L’obiettivo principale è quello di introdurre il “Joint Action Plan” riguardo 6 aree comuni: terrorismo, traffici illeciti e criminalità organizzata, cybercrime, sicurezza marittima e dei confini, impatto della giustizia criminale, impatto delle istituzioni.

Una possibilità per le detenute del carcere di massima sicurezza – Milano


È la sera del 4 marzo all’ Università di Milano. Sono le 20 meno un quarto e nei corridoi scarsamente illuminati pochi individui si muovono verso l’aula magna. Una sessantina di persone si è ritrovata lì per assistere ad un evento unico.  Alcune donne detenute nel carcere femminile di alta sicurezza di Vigevano terranno uno spettacolo. Non è uno spettacolo qualsiasi che metteranno in scena, ma è una raccolta di racconti veri. Racconti di storie di vita vissuta che appartengono alle attrici stesse, protagoniste in scena così come nella realtà.  Sono tutte protagoniste in questo spettacolo. Ognuna racconta un ricordo tratto dalla vita di un’altra. Si tratta di donne condannate per associazione mafiosa.

Erfurt: dove la ‘Ndrangheta rappresenta un problema per i giornalisti


Scrivere e fare ricerca sul tema mafia è un lavoro ingrato – specialmente in Italia, dove, secondo un rapporto della commissione parlamentare antimafia, tra il 2006 e il 2014 più di 2.000 giornalisti sono stati vittima di intimidazioni (https://correctiv.org/it/inchieste/mafia/blog/2015/08/06/oltre-duemila-i-giornalisti-minacciati-dalle-mafie-italia/). Gli attacchi e le minacce sono la normalità per i giornalisti antimafia.

Direttiva europea sul sequestro e confisca dei beni: aiuterebbe la battaglia contro la criminalità organizzata?


La lotta al crimine organizzato è un processo articolato che non comprende soltanto la caccia e la demolizione delle strutture criminali, ma anche la garanzia che i colpevoli vengano privati di qualunque profitto delle loro azioni criminali. La legge deve fare in modo che i criminali non possano disporre liberamente dei profitti acquisiti illegalmente. Una regola generale stabilisce comunque che ogni accusato debba essere ritenuto innocente fino a che la sua colpevolezza non sia stata provata. Nonostante già in vari paesi europei suddetta regola (onere della prova) possa in certi casi perdere validità (specialmente in diritto penale, in cui l’onere della prova viene rovesciato sul difensore), l’Unione Europea ha deciso di allineare ufficialmente le legislazioni dei propri stati membri su questo argomento. I lavori ad una direttiva iniziarono nel 2012, la cui versione finale è stata presentata nel 2014 –“Direttiva 2014/42/UE del Parlamento europeo e del Consiglio del 3 aprile 2014 relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi da reato nell’Unione europea”. Questo documento si inserisce perfettamente nell’ambito delle priorità dell’Unione Europea per il periodo 2014 – 2017 sulla lotta al crimine organizzato.