Si licenzia il responsabile antiriciclaggio della Deutsche Bank


A luglio dello scorso anno Peter Hazlewood entrò in servizio nel suo nuovo lavoro come Global Head of Anti-Financial Crime e responsabile del riciclaggio (sic!) presso la Deutsche Bank – certamente non un compito facile lottare per un’economia corretta e legale in un’azienda, che ha accumulato miliardi di accantonamenti per rischi di processi giudiziari. Così dovrebbero poter essere saldate eventuali sanzioni. Hazlewood aveva già lavorato in questa posizione per altre banche. Secondo i media, Hazlewood aveva sollecitato un’azione più risoluta da parte del suo dipartimento. La Deutsche Bank non ha voluto commentare le dimissioni di Hazlewood.

Europol: traffico di droga ed esseri umani in aumento


Per lungo tempo c’è stata poca pressione per le ricerche di trafficanti nel Nordafrica. Solo da quando specializzate procure italiane indagano anche al di fuori dei confini statali, le loro attività tornano sotto i riflettori. Ora è attiva anche la polizia comunitaria Europol. Per perseguire i trafficanti e i contrabbandieri a febbraio 2016 è stato istituito lo European Migrant Smuggling Center (EMSC), sostenuto da Europol e Interpol. “Abbiamo sempre più evidenze a supporto del fatto che i grandi criminali cercano di ottenere sempre più guadagni dalle attività di traffico”, dice Michael Rauschenbach, capo della sezione operativa contro il crimine organizzato dell’Europol, in un’intervista per il Funke Mediengruppe.  Il prezzo per il passaggio del Mediterraneo diventa sempre più caro. In una conversazione con giornalisti dello Spiegel, gli inquirenti italiani hanno lamentato una scarsa cooperazione con gli altri Stati europei. Avevano indagato anche i flussi di denaro dei trafficanti e scoperto, che i loro guadagni finiscono anche in Germania.

Sequestro record di cocaina in Australia


Non era mai stata sequestrata una simile quantità di cocaina in Australia: 1,1 tonnellate della sostanza stupefacente sono state messe in sicurezza a Natale dagli investigatori, 14 australiani e un neozelandese sono stati arrestati. Le precedenti indagini sono durate due anni e mezzo. La cocaina era stata caricata in Cile. Una prima tranche di 600kg era stata già sequestrata qualche mese fa a Tahiti, ora sono seguiti gli ulteriori 500kg.

Corruzione in Corea del Sud, Guinea Equatoriale e Argentina


Il suo ex assistente ha coniato un semplice descrizione per il suo stile di vita: “Alcol, prostitute e cocaina”. Ora Teodorin Nguema Obiang, vicepresidente della Guinea Equatoriale e figlio del presidente, affronta un processo a Parigi. Da 37 anni suo padre governa il Paese, diventato ricco grazie al petrolio. È accusato di riciclaggio di denaro, corruzione e appropriazione indebita di fondi pubblici. Obiang ha speso il denaro in grande stile a Parigi, la polizia ha confiscato diverse auto di lusso e un enorme e sfarzoso appartamento. È la prima volta che in Europa si processa un capo di Stato. Altri leader africani come il presidente del Congo Denis Sassou-Nguesso o l’ex capo di Stato della Repubblica Centrafricana François Bozize seguiranno, secondo un rapporto del Frankfurter Rundschau.
L’Europa sostiene e coadiuva le indagini contro capi di Stato stranieri per i casi di corruzione. Così in Danimarca sono stati arrestati degli amici della presidente sudcoreana, mentre in Germania sono in corso indagini su sua figlia, dove ella risiede.

Estrazione: biglietti per il cinema


A settembre, l’autore Carlo Bonini è stato ospite di Mafia? Nein, Danke! a Berlino. Bonini è, assieme a Giancarlo de Cataldo, Autore del bestseller Suburra, un romanzo sugli intrighi della capitale Roma. In anteprima abbiamo mostrato la trasposizione cinematografica del libro. Ora, il 26 gennaio il film uscirà ufficialmente nelle sale tedesche. In questa occasione estraiamo 3×2 biglietti omaggio, validi in tutta Germania per qualsiasi proiezione del film. Scrivete entro il 20 Gennaio una mail al nostro indirizzo Email con oggetto “Suburra”.

Tavola rotonda “Mafia? In Deutschland?” organizzata dall’iniziativa “Gelebte Zivilcourage” a Stoccarda


“Gelebte Zivilcourage”, iniziativa partner di mafianeindanke, continua instancabile l’organizzazione di incontri, volti a segnalare i pericoli derivanti dalla presenza delle mafie in Germania. L’iniziativa è il risultato di un viaggio-studio compiuto diversi anni fa in Sicilia dagli insegnanti di Stoccarda,  che da allora si impegnano a supporto del movimento internazionale antimafia.

mafianeindanke e.V. apprezza moltissimo questo impegno e ritiene sia indispensabile soprattutto nell’area della Germania sud occidentale, particolarmente infiltrata, per supportare la formazione di anticorpi contro le mafie.  È stato quindi molto piacevole che la tavola rotonda di “Gelebte Zivilcourage” si sia tenuta presso la biblioteca pubblica di Stoccarda: 300 persone, di cui molti studenti, che per due ore hanno seguito interessati e si sono confrontati con il presentatore Knut Krohn, del giornale Stuttgarter Zeitung, e con gli ospiti sul podio.

Rafforzamento del mutuo riconoscimento di ordini di sequestro e confisca di beni


Il Parlamento Europeo si sta interrogando su come migliorare la cooperazione nell’ambito della confisca dei beni di provenienza criminale. Gli strumenti attuali per il recupero di questi beni sono stati riconosciuti inefficienti e solo pochi ordini di confisca sono stati portati a termine.

I motivi sono vari e legati alla complessità burocratica. Si stima che il crimine organizzato produca negli Stati Membri circa 110 miliardi di euro all’anno,  l’1% del prodotto interno lordo europeo, mentre solo lo 0,2% di questi capitali è stato recuperato. Inoltre buona parte dei beni sequestrati non vengono infine confiscati.
Per migliorare la situazione viene proposto di creare nuovi o modificare gli attuali strumenti di congelamento e confisca di beni.

L’impatto dell’iniziativa risulterebbe positivo non solo sul piano economico e sociale, ma anche in termini di rilancio della competitività e delle pubbliche amministrazioni.
Adesso la decisione spetta al Parlamento Europeo che è sollecitato a procedere entro il 2016.

L’internazionalizzazione della ‘ndrangheta nella Relazione Annuale della DNA


 

La Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo ha diffuso la propria Relazione annuale sulle attività svolte dal Procuratore nazionale e dalla Direzione nazionale antimafia e antiterrorismo nonché sulle dinamiche e strategie della criminalità organizzata di tipo mafioso nel periodo luglio 2014 – giugno 2015

L’internazionalizzazione della ‘ndrangheta. Viene confermato il radicamento Locali di ‘Ndrangheta in ormai tutte le regioni d’Italia, dall’ormai presenza storica in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna e Lazio, si registrano “cellule solidamente impiantate anche in Liguria, Umbria, Veneto e Marche”.

Le inchieste sul fenomeno condotte negli ultimi anni hanno accertato una “manifesta elasticità” dell’organizzazione criminale, “sufficiente per mantenere un profondo legame con l’associazione ‘madre’ senza rinunciare all’autonomia indispensabile per operare in territori distanti e diversi dalla Calabria”. Le  ‘ndrine hanno colonizzato i territori stranieri attraverso la nascita di “vere e proprie strutture estere, che replicano modelli organizzativi tipici delle locali calabresi”, soprattutto in Germania e Svizzera.

La ‘Ndrangheta ha saputo, meglio delle altre ‘mafie storiche’, sfruttare la globalizzazione e internazionalizzarsi creando solidi legami con altre organizzazioni criminali in Europa e non solo.

Leader nel traffico di stupefacenti, la ‘Ndrangheta ha sviluppato un rapporto “privilegiato, se non esclusivo” con i paesi produttori di cocaina in Sudamerica, grazie alla patente di affidabilità che le ‘ndrine si sono guadagnate con i cartelli, garantendo alla merce approdi sicuri in Europa dall’Olanda, dalla Germania e dall’Italia (grazie al totale controllo del porto di Gioia Tauro). Essa è fornitrice di cocaina in Europa, tanto che persino altre organizzazioni criminali italiane (oltre a molte straniere) si rivolgono alle cosche calabresi per rifornirsi. Il controllo del mercato non si esaurisce all’Europa ma è stata rilevata la presenza di ‘ndrine stabilitesi già da decenni in Canada, negli Stati Uniti e in America Centrale. Per avere un idea del mercato di cui si parla, solo negli ultimi tre anni, sono state sequestrate un quantitativo di sostanze stupefacenti pari a circa 3 tonnellate.

“L’altro dato – si legge nella Relazione – è costituito dalle rotte dell’eroina e della marijuana, importate in grosse quantità dall’est europeo, e in particolare dall’Albania”.

L’operatività delle cosche calabresi inoltre, è estesa e su più livelli:

a) illeciti (“dal traffico internazionale di stupefacenti e delle armi all’attività estorsiva, praticata con modalità diverse e sempre più sofisticate”)

b) di infiltrazione nell’economia legale (“dagli appalti pubblici alle attività imprenditoriali, nei settori del commercio, dei trasporti, dell’edilizia ed in quello di giochi e scommesse, soprattutto on line) con attività di riciclaggio di denaro sporco in Italia e soprattutto sui mercati stranieri.

La forza dell’organizzazione risiede ormai “nel suo potere economico e nel condizionamento della politica” attraverso il consenso che è in grado di gestire. I mafiosi si sono trasformati in managers inserendosi nell’imprenditoria attraverso una “infiltrazione silenziosa” e la rinuncia di azioni eclatanti che le ha consentito di acquisire una facciata di rispettabilità. Le cosche hanno invaso anche il settore degli ordini professionali, creando “rapporti stabili tra sodalizi e professionisti, sempre pronti a dare il proprio apporto rispetto alle esigenze associative via via prospettatisi”.

Smantellato un gruppo criminale dietro l’immigrazione illegale


 

L’ufficio della Procura della Repubblica del Salerno – Direzione Distrettuale Antimafia, in collaborazione con l’ufficio del Pubblico Ministero di Karlsruhe e con il supporto di Eurojust hanno portato a termine una operazione volta a smantellare un gruppo di criminalità organizzata coinvolto nella tratta illegale di cittadini extracomunitari.

Mentre la squadra mobile di Salerno effettuava 10 custodie cautelari in carcere e 3 arresti domiciliari, le autorità tedesche eseguivano diverse perquisizioni che portarono all’esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo rivolto al principale sospettato ossia un cittadino tedesco di origini somale.

L’investigazione era già iniziata nella primavera 2015 all’indomani dell’approdo nel porto di Salerno della nave militare “Chimera” con a bordo 545 migranti di nazionalità somala, precedentemente messa in salvo grazie al provvidenziale soccorso della marina italiana, a largo delle coste di Tripoli.

Durante la tratta,  alcuni migranti erano rimasti per tre giorni senza acqua, cibo e medicinali ed erano affetti da scabbia e febbre alta. Per questo, ai membri del gruppo criminale sono stati contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata all’immigrazione clandestina, realizzata anche mediante l’impiego di trattamenti inumani e pericolosi per l’incolumità dei migranti.

Durante la fase di imbarco, alcuni migranti erano stati provvisti di numeri telefonici, anche esteri, da chiamare per organizzare il trasporto dalle coste libiche.  Le intercettazioni telefoniche hanno dimostrato una connessione con altri Stati compresi Germania, Austria, Svezia, Belgio, Olanda e Norvegia.

Indubbio è che la riuscita finale di questa operazione, è stata possibile grazie ai molti incontri precedenti, tra i quali uno di coordinamento avvenuto nell’aprile 2016 presso Eurojust, nel corso del quale le autorità italiane e tedesche si sono scambiate informazioni sulle rispettive investigazioni.

Campagna “Stereotipi mafiosi in Germania”


 

È in corso la campagna per raccogliere gli stereotipi mafiosi sugli italiani a Berlino. Come partecipare? Basterà guardarsi attorno e fotografare quei ristoranti, negozi, menù,  pubblicità ecc. che adottano riferimenti inappropriati rispetto al tema Mafia, per poi postarle sulla pagina Facebook di Mafia? Nein Danke!

Per ogni foto spedita, noi ci impegniamo a metterci in contatto con l’autore dello stereotipo,  per indagarne le motivazioni che l’hanno portato a scegliere quel determinato riferimento e che cosa quel nome rappresenta per lui.

I risultati così ottenuti, assieme a tutte le foto raccolte ed eventualmente anche ad altre forme d’arte, saranno esposti in una mostra che verrà organizzata a conclusione del progetto, dove verrà premiato il contributo migliore.